I Colli Euganei: i “brufoli” della Pianura Padana

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In queste righe cercherò di riassumere quello che la natura ha creato, modellato e strutturato per milioni di anni, fino a formare il gruppo collinare dei Colli Euganei, alle pendici dei quali ho la fortuna di vivere.
La consapevolezza di abitare in uno fra i più bei parchi naturali veneti non l’ho raggiunta da moltissimo tempo, anzi. Fino a circa 5 anni fa i Colli Euganei per noi erano un bellissimo ambiente naturale dove far lunghe camminate, ma dal momento in cui siamo diventati Guide ambientali escursionistiche, il parco prese l’aspetto anche di un favoloso terreno lavorativo.
Realizzammo che avevamo la fortuna di avere una ricchezza naturalistica a km 0, con centinaia di km fra sentieri ed itinerari da far scoprire insieme a prelibatezze enogastronomiche, siti storici, leggende e scorci mozzafiato. Tutto questo dietro casa nostra? Sì, proprio così.

Non voglio annoiarvi con descrizioni alla “Lonely Planet”, vorrei portarvi in un viaggio immaginario all’interno di questi “brufoli” della Pianura Padana che, con figure goffe e tondeggianti, spuntano improvvisamente a sud della città di Padova, donando un piacevole movimento alla monotona pianura rurale del basso Veneto.

 

E’ bello cercarli e scovarli da qualche cima delle Prealpi, magari quando la fitta nebbia lascia uscire solo le loro vette ed appaiono come isolotti di un arcipelago lambito da onde impetuose.

Ed è altrettanto emozionante vedere tutta la loro estensione mentre si passeggia sui Colli Berici, così vicini ma così diversi, due momenti geologi, due macromondi che si osservano ma non si sfiorano, almeno in superficie.

 

I Colli Euganei, tutelati all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, raccolgono decine di borghi ed altrettante realtà produttive. Importantissime e di primario richiamo turistico sono le acque termali, che hanno dato vita a centri curativi ed hotel popolati da turisti stranieri ed italiani. Complici di un turismo consolidato ma altrettanto bisognoso di un rinnovamento, che vada a pari passo con la voglia di benessere che ognuno di noi cerca oggi in una vacanza.

 

Lungo le loro dorsali e fra i fitti boschi si snodano bellissimi sentieri che formano anelli, collegano vette ed uniscono paesi ed eremi.

Partendo dalla parte meridionale, dove i dolci promontori iniziano a svettare dalle cittadine medievali di Este e Monselice, incontriamo già moltissima storia, cultura e realtà rurali caratteristiche.

Este con le sue mura che accolgono l’escursionista all’inizio del Sentiero del Principe, lambendo le mura di Villa Byron fino alla piazzetta di Calaone, ridente paesino alle pendici del Monte Cero, tristemente inconfondibile per le sue antenne.

Ed è lungo la via ciottolata del Castello Cini di Monselice, fino al Santuario delle Sette Chiesette di Monselice, che si può ammirare la bellezza della cittadina del Monte Ricco e della Rocca, inconfondibili per chi giunge dalla provincia di Rovigo e dalla vicina Emilia Romagna. Le coltivazioni, ormai sempre più vaste, prevalgono di vigneti ed olivi, tanto che molti scorci richiamano alle distese collinari toscane o talvolta a quelle trevigiane di Valdobbiadene.

E’ infatti la varietà vitivinicola euganea un altro motivo di vanto di questa zona, una qualità purtroppo non riconosciuta a livello di altre realtà, ma non per questo meno apprezzata: i vini bianchi Serprino e Fior d’Arancio per un ottimo aperitivo e per un dolce finale!

Salendo leggermente verso nord, solchiamo i passi di Francesco Petrarca in uno dei borghi più belli d’Italia: Arquà Petrarca, dove la Festa della Giuggiola, l’Olio Extra Vergine d’Oliva, la Casa dove soggiornò il poeta e molte altre tipicità colorano questa perla euganea.

Ad attraversarla il Sentiero Atestino, il più famoso della parte meridionale del parco, che percorre, per più di 20 km, sentieri all’ombra di robinia, colorati dai mandorli in fiori, fino alla terrazza del Pianoro del Mottolone: uno dei più belli punti panoramici per ammirare un tramonto euganeo indimenticabile.

Puntando ad ovest incontriamo il colle solitario del Monte Cinto, famoso per una parete rocciosa dove, secondo antiche leggende, loschi personaggi trovarono riparo: il Buso dei Briganti. Questo scoglio si staglia verso occidente in uno scenario mozzafiato, una pausa obbligatoria per chi volesse trovare riposo, pace, amore e bellezza in un tutt’uno.

E se la natura fa da padrona, è impossibile non notare le lussuose ville che punteggiano le pendici di alcuni colli. Queste antiche residenze per le vacanze dei signorotti della Serenissima offrono meravigliosi parchi, sconfinate cantine e quella magica atmosfera di un passato “principesco” che sempre affascina.

Proseguendo verso nord, il Monte Venda, il colle più alto del parco, che, con i suoi 601 metri, si guadagna l’appellativo di “montagna”. Goffo e tondeggiante, nasconde tesori naturalistici come il Bosco dei Maronari centenari, ricchezze sacre come il Monastero degli Olivetani ed è tappa lungo l’Alta Via che attraversa tutto il comprensorio da nord a sud, per ben più di 40 km.

A proseguire la via degli eremi euganei, il Monte Rua, dove ancora oggi una piccola comunità di Monaci Camaldolesi vive e trascorre le proprie ore fra silenzio e preghiera.

Anche alpinisti del livello di Emilio Comici solcarono i Colli Euganei, arrampicandosi sulle scure pareti di Rocca Pendice e fra gli spuntoni del Pirio, le due fra le più famose falesie naturali del parco, che richiamano scalatori da tutta Italia.

Avvicinandosi alla città patavina, due imponenti colli dalla forma rettangolare, sembrano delimitare il parco con la seconda massima elevazione dell’intero gruppo: il Monte della Madonna, che ospita sulla sommità il Santuario omonimo.

A mezza costa, un altro fantastico punto panoramico ci regala scatti meravigliosi del crepuscolo euganeo: il Salto delle Volpi, un piccolo affioramento roccioso lungo il sentiero che porta alla Chiesetta di S. Antonio Abate.

E in uno dei punti più settentrionali, ai piedi del piccolo colle del Monte Lonzina, incontriamo l’ennesimo luogo di fede: l’Abbazia di Praglia, che imponente e magnifica si lascia ammirare lungo il Sentiero del Giubileo.

Tralasciando tantissimi altri luoghi meravigliosi, borghi incantati e colli da esplorare, vi ho voluto portare in un questo piccolo viaggio nella realtà euganea veneta.
Al ritmo lento della camminata, si possono scoprire ed assaporare bellezze e bontà, soprattutto quando la Primavera ricolora i pendii assolati e le giornate miti regalano tramonti mozzafiato.

Un piccolo grande angolo d’Italia, dove poter rifugiarsi fra la natura, ascoltarla ed annusare i suoi profumi, vedere il passare delle stagioni e vivere i suoi doni.

Cosa dite? Vi è venuta voglia di scoprire i Colli Euganei?

 Alessia Toso

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